Le nuove tecnologie hanno portato una trasformazione delle aziende per quanto riguarda i processi produttivi, la gestione dei clienti, la creazione di nuovi bisogni.
Nel panorama mondiale la fa da padrone l’Internet of Things. Investe, infatti, tutte le tipologie di aziende e la vita quotidiana, implicando nuovi modelli di business, roi definiti, migliore end-user experience. Possibili ambiti dove sarà più rivoluzionario che in altri sono il settore sanitario, l’industria del divertimento, il settore culturale e le imprese che lavorano nella mobilità. Da Internet of Things sta diventando Internet of Everythings (con previsioni di spesa globali 40 bilioni di dollari).
Strettamente connesso all’Internet of Things e la Predictive Analytics. Vista la mole di dati generati, è indispensabile sapere come raccoglierli, gestirli, e individuare al meglio i flussi per servire puntualmente i clienti.
Cloud: il CIO dovrà diventare un Cloud solution broker identificando le tecnologie che si adattano agli obiettivi aziendali, così da dare gli strumenti più rapidi ed economici per le divisioni aziendali per rispondere ai cambiamenti del mercato. Più che la preminenza del cloud pubblico su quello privato (o viceversa) si assisterà allo sviluppo di soluzioni di cloud ibrido, cucite addosso alle esigenze della singola azienda.
L’utilizzo di diverse risorse necessita un’organizzazione efficiente per garantire meno sprechi, meno consumi e aumentare l’efficienza, l’elasticità, la rapidità di distribuzione dei sistemi e l’automazione dei processi.
Lato utente, sarà ancora la consumerizzazione a influenzare la fruizione di applicazioni, dati e documenti aziendali.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese, purtroppo, la situazione non è tutta rosa e fiori. La spesa in tecnologia del 2014 è diminuita, è stata pari al 2,1% del fatturato; e le previsioni per il 2015 vedono un ulteriore calo. Non mancano però i settori “trainanti”: telco e finanziario guidano le imprese virtuose negli investimenti IT; industria, servizi, utility, pubblica amministrazione e sanità sono invece i fanalini di coda.
C’è una certa stagnazione, più che investire in innovazione si pensa a mantenere l’infrastruttura esistente.
Per i CIO italiani le priorità sono: Business intelligence, dematerializzazione, sistemi ERP e mobile. Da evidenziare un ritorno all’outosurcing (con contratti chiavi in mano o as a service) e un interesse crescente verso il cloud.
Le nuove tecnologie hanno comportato anche la nascita di nuove figure commerciali collegate: dall’Innovation & demand manager al Risk management&compliance manager passando per il Change manager.
Il tutto inserito in una trasformazione globale all’interno e all’esterno delle aziende italiane: nuovi modelli di lavoro appunto, nuove competenze, gestione dei processi time to market, ambiente e tecnologie interconnesse, accesso ad applicazioni e dati 24 ore al giorno, clienti interattivi